Nell'agosto del 2015, i bambini dello spazio educativo il Melograno hanno fotografato la città di Chiavari. Partendo da un'analisi del loro lavoro e una riflessione su questa esperienza, ho creato un libro. 

Raccontare la città. Ah!

Una diecina di bambini camminano le strade di Chiavari nell’agosto del 2015. Hanno tra i 4 ei 10 anni, e quattro macchine fotografiche a disposizione. Li accompagno con altri 3 educatori a fotografare la foce dell’Entella, i vialoni, il carruggio e il mercato. Mi emoziono quando mi chiamano la prima volta “maestra“ di fotografia.

Gli diamo alcuni consigli: “guardate la forma delle ombre” “non usate sempre lo zoom” “chiedete alle persone se potete fargli una foto” “fotografate quello che fa click nel cuore”, ma per il resto i bambini sono completamente liberi di fotografare come e cosa desiderano. Scattano 971 foto.

Analizzando l’archivio creato, alcune cose saltano immediatamente all’occhio. Ci sono:

  • 145 foto di fiori e piante, di cui 3 sono vasetti di basilico e 26 buone macro di fiori, con una spiccata preferenza verso il girasole
  • 110 foto di sconosciuti, di cui 56 sono ritratti
  • 66 foto di automobili di cui 3 giocattolo
  • in 53 foto si vede bene il mare, ma solo in 6 il soggetto principale è il mare
  • 31 foto del pavimento con le loro scarpe, di cui 16 in cui il piedino è quello di chi sta scattando la foto (invece che un autoritratto sono una specie di “autopiedino”). In una foto il bambino voleva probabilmente catturare una sigaretta sul marciapiede.
  • 17 foto di animali di cui: 2 lucertole, 1 papera, 1 cane, 10 gabbiani, 2 piccioni e un animale che nessuno ha saputo identificare
  • 17 foto dove senza ombra di dubbio il soggetto principale, e spesso unico, sono le caramelle
  • 16 foto dove un dito è stato messo davanti alla lente nel momento dello scatto
  • 15 autoritratti (o selfii come dice ora la gente)
  • 2 bandiere dell’Entella, 7 foto dell’entrata dello stadio e 4 foto di giocatori della primavera per un totale di 13 foto legate alla squadra di calcio Entella contro una sola bandiera del Genoa
  • 6 foto dell’entrata del cimitero
  • 2 foto del cielo
  • 1 foto del compagno di scuola Gustavo che quel giorno non era venuto a scuola e saluta tutti dal bancone di casa per appena un secondo
  • 1 foto completamente bianca
  • 1 foto completamente nera 

16 foto dove un dito è stato messo davanti alla lente nel momento dello scatto

16 foto in cui si vede il piedino di chi sta scattando (invece che un autoritratto sono una specie di “autopiedino”).

Seleziono 251 foto per la creazione di questo libro perché le trovo fotograficamente interessanti. A casa, stampo le foto piccole e le appoggio sul letto e sul pavimento. Tento di creare un discorso tra le immagini, un ritmo come nella musica, e un flusso di forme come fanno i pittori.  Si vuole raccontare la città. Ecco un bel panorama, un bel ritratto fatto dai bambini. Bravi.

Ma a volte la macchina fotografica ha registrato un miracolo: come quel dito che si illumina d’immenso, o come il tocco di un bocciolo nelle mani di una bambina di sei anni.  Cosi ho deciso di alternare ai bambini che guardano la città, noi che guardiamo i bambini, e siamo come fortunati ospiti di questo loro piccolo viaggio.

La "Maestra" fotografa i suoi studenti al lavoro in Chiavari, agosto 2015

Preview del Libro: