L’autrice, Giulia Bianchi, ha cercato di guardare – occhi negli occhi – le giovani donne e i giovani uomini del nostro tempo, appartenenti a tante diverse comunità di fede, che vivono in una grande città (Milano) come tante del nostro pianeta. Ne è uscita una serie di ritratti quieti ma, al tempo stesso, spiazzanti, forti, solidi. Una serie di volti veri, che raccontano di mondi irriducibili alle semplificazioni dell’immaginario mediatico. Finalmente soggetti, che raccontano la propria storia senza filtri. La pluralità non convenzionale di queste immagini può essere anche un piccolo insegnamento per i vescovi cattolici che si incontreranno al Sinodo: i volti concreti hanno la priorità sulle caricature astratte, la realtà deve avere la precedenza rispetto all’idea che di essa ci siamo fatti. Alla fine, solo uscendo dalle sacrestie, dai nostri piccoli recinti di concetti preconfezionati, avremo la possibilità di lasciarci interrogare dai tanti «perché» che i più giovani ci pongono ogni giorno.
— Giovanni Ferrò, caporedattore Jesus San Paolo

Iacopo Dovico, 18 anni, avvolto nell'abbraccio della mamma Patrizia, sul terrazzo della loro casa di Milano, in zona Niguarda. Iacopo fa parte di Comunione Liberazione, movimento cattolico da cui si è sentito accolto e dove ha incontrato una fede “pratica”, dopo che la madre si è ammalata. “Non va di moda essere cristiano”, commenta. Iacopo vorrebbe diventare linguista ed è particolarmente interessato ai dialetti italiani.

Olivia Matalon, ebrea di 16 anni, nella sua cameretta nella casa milanese in zona Loreto in cui vive con la sorella, la mamma e il marito della mamma . La sua famiglia si riconosce nell'Ebraismo Progressivo. Olivia ha già celebrato il suo Bat Mitzvà, la maggiorità religiosa ebraica. È una scout, suona le percussioni, lavora il legno, si dedica al giardinaggio ed è appassionata di epica greca. 

Raphael Alexanian con la moglie Shushan, 26 anni, davanti alla Chiesa armena-apostolica di via Jommelli, a Milano. Raphael, che durante le liturgie domenicali svolge il ruolo di sargavak (assistente del celebrante), ha chiesto di essere ritratto tenendo in mano il turibolo, lo strumento per diffondere l’incenso.

Federica Gentile, valdese di 16 anni, all’interno del tempio Valdese di via Sforza a Milano, con la sua cagnolona Galadriel. Federica studia arte e danza moderna, con una passione per i balli latini americani. Partecipa alle attività di volontariato organizzate dalla sua Chiesa. In particolare ha seguito un progetto come tutor di migranti minorenni non accompagnati che necessitavano di imparare l’italiano.

Mina Shaker, copto ortodosso di 26 anni, all’interno della Chiesa della S. Vergine Maria e S. Antonio Abate in Cinisello Balsamo (Mi). Mina è nato ad Assiut, in Egitto,  da una famiglia copta ortodossa che si è trasferita subito dopo in Italia. Studia geologia in Bicocca e sarà presto laureato. Ha voluto essere ritratto accanto all’immagine del suo vescovo Anba Kirolos, da poco mancato, per sottolineare l’importanza dell’avere padri (e madri) spirituali nella propria fede. Della propria esperienza di cristiano copto in una società milanese sempre più sfaccettata, dice: <<Lavoriamo su ciò che ci unisce>>.

I due fratelli Asmaa e Mohamed Abdullahi Hussein, 21 e 22 anni, nati in Italia da genitori somali, nel giardino della moschea Miriam di via Padova a Milano. Entrambi studiano all’università a Milano e sono membri dei Giovani Musulmani d'Italia. Mohamed, che tra le altre cose è appassionato di calisthenics (una sorta di ginnastica artistica acrobatica), spiega così lo scopo dell’associazione: “Creare una comunità musulmana non segregata ma partecipe e attiva nella società”.

Doina Strulea, ortodossa di 20 anni, suona il violino nel giardino della Chiesa Ortodossa Rumena Tutti i Santi, a Monza. Doina, originaria della città rumena di Chisinau, studia Scienze della comunicazione a Milano e le sue passioni sono la musica e la poesia.

Gianmarco Lopes Silva, pentecostale di 21 anni, nella sala dedicata alla formazione dei giovani all’interno del grande complesso pentecostale Sabaoth che si trova nel quartiere milanese di Giambellino. Sulla lavagna alle sue spalle, le scritte di uno “speed dating“ innocente, per far conoscere tra loro i molti ragazzi della comunità, che sono diverse centinaia. I graffiti sulle pareti rappresentano i pastori e le pastore coinvolti nella catechesi dei giovani. Gianmarco è nato a Milano e studia informatica musicale.

Maddalena Scalettari, 22 anni, e Barnaba Canali, 26 anni, con la loro bambina Gioele di un anno e mezzo nel loro appartamento in zona Piola, a Milano. Entrambi sono cattolici: Maddalena studia la Genesi con un particolare interesse per la lingua ebraica e Barnaba realizza dipinti per i frati cappuccini di Roma.

Nibras Asfa, musulmana di 23 anni, a casa a Varedo (Mi), con il fratellino Omar. Nibras, figlia dell'Imam della moschea milanese di via Padova Mahmoud Asfa, pensa che molti giovani oggi credano nello stesso Dio ma in modi diversi, e che è importante “non sciogliersi” nella società lasciando scomparire queste differenze.

Gian Carlo Bumatay, 19 anni, cristiano protestante metodista, in un momento di raccoglimento vicino al tempio metodista di via Lambertenghi, nel quartiere Isola a Milano. Gian Carlo è nato a Candon City, nelle Filippine, e si è trasferito con la famiglia a Milano nel 2006. È molto partecipe alla vita della sua comunità, dove sono presenti moltissime nazionalità (europee, africane e asiatiche) e dove i culti si alternano in italiano e inglese, con pastori sia donne che uomini.

Benjamin Fishman, ebreo ortodosso di 21 anni, nato da genitori ebrei di origini egiziana e polacca-rumena, davanti alla Sinagoga Centrale di Milano, in via Guastalla. Benjamin è consigliere dell’Unione europea degli studenti ebrei (EUJS), organizzazione riconosciuta dall’ONU che si pone come obiettivo la valorizzazione della cultura ebraica per combattere qualsiasi forma di razzismo.