MILANO, 2019: IL GIOCO

 
Gioca come i gatti! Con le unghie di fuori. (L. Fabro)

Ogni anno il FOTO E SPIRITO propone un percorso per piccoli gruppi (max 6 persone) che si incontrano ogni due settimane a casa mia, con accesso alla mia vita, alla mia attrezzatura, ai miei libri di fotografia, e alle mie tisane di Hildegard von Bingen.   

Al lavoro, a casa, coi figli, in molti corsi e workshop, siamo sempre giudicati per i nostri successi e i nostri sbagli, dagli altri e da noi stessi. Questa abitudine fa sì che molti fotografi cerchino di svolgere un compito (o un compitino) attraverso i loro progetti, piuttosto che intraprendere un'avventura e una ricerca. Ma questa formula è davvero la più adatta per la fotografia? La paura del fallimento, il rischio di non piacere, la vergogna di mettersi a nudo non banalizzano il lavoro che facciamo? Dov'è la libertà di inventare o di non essere d'accordo? In questo panorama mi sembra fondamentale rivalutare la dimensione della scoperta, della creazione, della critica, del rischio, in altre parole del gioco.

 
Qualcosa come l’arte può continuare ad esistere solo in quelle opere che di volta in volta sappiano addentrarsi nell’ignoto. (T.W.Adorno)

Quando Anna Detheridge pubblica il suo libro sulle vicende dell'arte concettuale decide di intitolarlo "Scultori della speranza". Anna scrive: <<Ogni artista porta con sé un lembo di verità, tenta di sollevare un poco la fitta coltre di retorica e confusione che ci ingabbia, per orientarsi verso una possibile fonte di luce, una vera e propria speranza per l'umanità>>. Ed è proprio attraverso la fotografia che possiamo chiedere al mondo di svelarci i suoi segreti. Possiamo investigarlo, immaginarlo, riconfigurarlo, invece che ribadire semplicemente ciò che già sappiamo. Possiamo dare un volto concreto alle persone invece che ingabbiarle in idee preconcette, possiamo cercare nel reale i segni di un futuro possibile invece che illustrarlo secondo stereotipi o luoghi comuni. Lasciamoci stupire.

Celan diceva: <<Abbiamo la responsabilità di indicare un possibile terreno di rilancio, per non essere riassorbiti nel (...) mondo in cui Auschwitz è stato ed è ancora possibile>>. Se siete qui, probabilmente è perché volete cambiare il mondo. 

Durata:

Il corso inizia la seconda settimana di febbraio e durerà fino a metà giugno. Il corso prevede due incontri al mese di tre ore, per un totale di dieci lezioni.  Verranno formati due gruppi distinti, uno per la mattina ( il martedì alle 10AM ) e uno serale ( il martedi alle 8PM ) e si svolgerà a casa mia a Milano in zona Loreto.  Il numero massimo di partecipanti è sei. 

Percorso Formativo:

Il programma vuole essere intenzionalmente eterogeneo per fornire molti stimoli ai partecipanti, alternando lezioni di arte a lezioni di tecnica fotografica.

  • Idea e Progetto
  • Linguaggio visuale: rappresentazione, composizione, inquadratura
  • Autoritratto
  • Risoluzione problemi tecnici e di processo
  • Fotografia e altre arti: disegno, scrittura e collage
  • Collaborazione in fotografia: collaborare con esperti di altre discipline
  • Tecnica: come aumentare la qualità del risultato per internet e stampa (nello scatto, in Lightroom e Photoshop, nella stampa)
  • Uso creativo delle luci
  • Editing: selezionare e mettere in sequenza le proprie immagini
  • Fotografare il familiare
  • Altro: in risposta agli stimoli del gruppo

Tra una lezione e l'altra verranno assegnati esercizi e incoraggiati i partecipanti a produrre continuamente nuovo lavoro per il corso (e per se stessi).

Libri consigliati:

Lezione di fotografia di Stephen Shore

La fotografia come arte contemporanea di Charlotte Cotton

Arte torna Arte di Luciano Fabro


Copertina: da uno scatto di Silvia Beillard