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FOTOGRAFARE L'INVISIBILE
«L’essenziale è invisibile agli occhi», dice la volpe al piccolo principe di Saint-Exupéry. E lui ripete la frase tra sé e sé per non dimenticarla. Ma davvero la materia di cui l’uomo impasta i suoi sogni più grandi è destinata fatalmente a restare un mistero incomunicabile? E possiamo usando solo la fotografia esplorare idee profonde su noi stessi o sulla società? La realtà è diventata qualcosa di sempre più complesso da capire, con il rischio quando si fotografa di rinforzare semplicemente uno stereotipo. Attraverso esercizi pratici e studiando l’esempio di progetti fotografici che riescono a raccontare temi come la memoria, la spiritualità, il cambiamento e le preoccupazioni del mondo contemporaneo, questo workshop inizierà i partecipanti all’utilizzo di varie tecniche per riuscire a fotografare e raccontare proprio quello che non si vede.

OBIETTIVI

Lo scopo del workshop è fornire gli strumenti necessari per raccontare temi difficili da comunicare perché non direttamente fotografabili. Verranno forniti esempi e affrontate esercitazioni e metodologie pratiche che aiuteranno tutti i partecipanti a creare l’inizio di un progetto su una idea che vogliono esplorare.

TARGET

  • tutti coloro che vogliono sperimentare nuovi modi di costruire un progetto fotografia
  • chi si interroga sul significato di quello che vediamo e su come investigare e raccontare storie su temi come la memoria, la spiritualità, il cambiamento, i sensi, etc.
  • chi vuole associare alla propria esperienza fotografica pratiche artistiche o di ricerca

DURATA

4 giorni su 2 weekend (25/26 marzo e 29/30 aprile) 

METODO E CONTENUTI

Nel corso del workshop verranno approfonditi questi temi:

  • Cosa sono il linguaggio visuale e lo stile e come possono essere utilizzati in modo creativo
  • Il progetto fotografico come ricerca
  • Utilizzare documenti e immagini di altri (da archivi, musei, album di famiglia,etc.
  • Interazione con i soggetti: intimità e performance
  • Cosa è la narrativa nell’essay fotografico
  • Presentazione di un progetto sotto forma di libro o di mostra

Alla fine del primo weekend gli studenti inizieranno un progettino per la durata di un mese, che diventerà materia di analisi nel secondo weekend. Le attività e temi del corso verranno intervallati dalla presentazione di alcuni progetti fotografici: Broken Manual di Alec Soth, Redheaded Peckerwood di Christian Patterson, The Black Rose di Trent Park, etc.

 
Questa è Nausicaa Giulia Bianchi, fotografa che conoscevo per l’incredibile indagine sulle donne prete. Ho passato con Giulia due giorni credendo di assistere ad un workshop di fotografia. Quello che Giulia ha condiviso sono state invece delle coordinate su come ritrovare quel fare arte che permette di comprendere il dinamismo della realtà, quelle forze che riportano l’uomo sul cammino della scoperta e della conoscenza. Si è parlato dell’etica viva e pura che sta alle fondamenta dell’arte, prima di essere un prodotto di mercato, prima di essere competizione dell’ego, prima di perdere le coordinate del santo PERCHE’ gli artisti sono chiamati a rinnovare il loro sguardo sul reale sempre e a costruire alternative allo status quo PER DOVERE. Da questa prospettiva così grande tutto il resto del dibattito interno all’arte mi è sembrato così piccolo, misero, autocelebrativo...INADEGUATO. Ho pensato che la lucidità con cui Nausicaa Giulia Bianchi risveglia alcune zone della coscienza, e lo fa a qualsiasi livello e età, fa di lei una persona illuminata. Ho pensato che di natura mi piace fidarmi, ma che mi piace ancora di più fidarmi di chi percepisco come coraggiosamente trasparente.
— Federica Landi, artista e professore Accademia Belle Arti di Roma

Featured Foto: @Yola Monachov / Reportage del workshop: @Chiara Medici